NOTE STORICHE DELLA FAMIGLIA ANZIL

Testo a cura di Gigi Anzil.

La famiglia ANZIL è originaria del Comune di Pagnacco (UD) e più precisamente della frazione di Zampis. La stessa è emigrata a Moruzzo il 07.10.1897. Il capofamiglia Anzil Luigi Lodovico (19.03.1840 - 17.01.1919) figlio dei fu Anzil Domenico e Zampa Giulia, era conosciuto con il stracognome o sopranome di Vigj Cechìn, il quale, non era altro che il sopranome del casato di provenienza. Da notizie certe, lui era un provetto muratore specializzato nella costruzione di muri a secco ed inoltre era altrettanto bravo, e forse di  più, provetto uccellatore di professione.  Per queste sue capacità , era stato chiamato a Moruzzo, dall'allora Conte Andrea Glopplero, che abitava nel castello ed era proprietario di una grande vastità  di terreni e diverse case coloniche. Gli venne messo a disposizione una modesta abitazione, con tetto di paglia, in Borgo Muriacco, dove si sistemò con tutta la famiglia e ivi rimase fino al novembre 1904. ( La casa venne successivamente occupata dalla famiglia di Floreani Luigi ) Al suo arrivo a Moruzzo, Anzil Luigi Lodovico, aveva 57 anni ed era vedovo della prima moglie, Toffoli Emilia e nuovamente risposato il 18.02.1877, con Peresano Marianna, ed era padre di quattro figli: Anzil Giuditta, nata in Zampis il 27.09.1867 e deceduta il 14.03.1947 a Villa Vicentina (UD);  Anzil Luigia, nata in Zampis il 04.05.1870 e deceduta a Udine il 17.01.1909; Anzil Domenico Luigi nato in Zampis il 09.06.1872 e deceduto a Moruzzo il 08.03.1947; questi tre figli erano della prima moglie Tofoli Emilia. Mentre il quarto figlio, Anzil Valentino, nato in Zampis il 26.06.1881 e deceduto il 13.05.1961 Bergamo, era nato dalla seconda moglie Peresano Marianna. Come già  detto, nel novembre del 1904 tutta la famiglia di Vigj Cechìn, si è trasferita  in Borgo Calcina e da li, nel corso degli anni, i figli hanno formato una loro famiglia e quindi sono andati a vivere altrove.

La prima figlia.ANZIL GIUDITTA, coniugata con Martin Antonio il 21.01.1903 dal quale ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine. Trasferita in Borgo Pegoraro a nr. 98, già  residenza del marito. Le due figlie Teresa e Rosa, emigrarono per lavoro a Milano dove si sposarono: Teresa con Bruno Erba e Rosa con Carlo Rusconi. Mentre, la figlia Italia, coniugata con Tosolini Ermenegildo da Moruzzo abitante in Borgo Pegoraro, è rimasta in paese. I due figli, Primo e Pietro, rimasero ivi fino al 29.11.1924, quando, assieme a tutta la famiglia, emigrarono a Villa Vicentina in comune di Ruda (UD) dove a loro volta misero su famiglia.

La seconda figlia ANZIL LUIGIA, coniugata con Chiandussi Aristide  di Pagnacco,  il 06.08.1899, è emigrata a Udine dove, il 17.011909, è deceduta.

Il figlio ANZIL DOMENICO, Meni Cechìn, coniugato con Merlino Maria,    (08.01.1874-10.05.1935) il 04.04.1898 a Pagnacco, dal cui matrimonio non ebbe figli. Rimasto vedovo, si risposò il 22.09.1935 con Zucchiatti Isabella Gaetana da Villalta (07.08.1897-21.02.1950) dalla quale ebbe un figlio, Anzil Luigi (12.04.1937).

Mentre il secondo figlio ANZIL VALENTINO, Tin Cechìn, (per meglio capirsi fratellastro di Domenico, Luigia e Giuditta) avuto con la seconda moglie Peresano Marianna, coniugato il 22.09.1903 a Moruzzo con Fabro Luigia,  (04.08.1879 – 08.06.1938 ) dalla quale ha avuto cinque figli: Anzil Eugenio (24.10.1903 ), Anzil Aldo (27.06.1905 ), Anzil Noè (27.08.1909), tutti tre emigrati in Francia e ivi coniugati. Mentre le due figlie, Anzil Vitalina Derna (10.02.1912) e Anzil Ancilla (16.11.1914) per motivi di lavoro sono emigrate a Roma; Vitalina il 07.03.1936 e Ancilla il 19.02.1936 e successivamente emigrata a Dalmine (Bergamo).  Il padre Anzil Valentino è rimasto vedovo il 08.06.1938 e fino al 1960 ha vissuto nella sua casetta in Borgo Carbonaria. Anche lui “figlio d’arte”, provetto uccellatore, ha trascorso la sua esistenza, sicuramente non agiata, ma sicuramente libero di fare le scelte che più gli sembravano opportune senza dover riverire nessuno. Negli ultimi due anni della sua esistenza, le condizioni di salute si erano molto aggravate e necessitava di una continua assistenza. Per questo  motivo, la figlia Ancilla, lo ha portato con sé  a Bergamo per potergli essere più vicino e dargli tutta l’assistenza e l’affetto di cui aveva bisogno e ivi, il 13. maggio 1961 ha avuto termine la sua esistenza. La sua salma è stata tumulata nel cimitero di Moruzzo accanto alle spoglie della moglie Luigia.

STORIE PERSONALI.

Luigi Anzil, Vigj Cechìn, raccontava ai suoi figli Domenico e Valentino, che la loro famiglia non era propria originaria di Zampis in comune di Pagnacco ma bensì da  Collerumiz in comune di Tarcento. I suoi avi erano emigrati in Zampis dalla lontana prima metà  del 1700. E così, a sua volta, gli è stata raccontata anche allo scrivente il quale volle provare a controllare se ci fosse qualche documento che accertasse l’origine di queste notizie. Per prima cosa è stato scoperto che, a Collerumiz, a tutt’oggi c’è il Borgo Anzil. Nei registri parrocchiali di Collerumiz (notizie verbali del Parroco, datate 1972) risulta che nel 1742, una copia di giovani sposi, certoAnzil Bartolomeo e la moglie Mansutti Maria, sono emigrati a Pagnacco. A Pagnacco i registri parrocchiali risalgono a date più recenti e quindi non ci resta che attenersi in buona fede ai racconti dei nostri anziani.

In merito a Luigi Anzil, Vigj Cechin, dobbiamo dire  che a Moruzzo ha lasciato opere che ancora lo ricordano. Come già  detto, lui era l’uccellatore professionista dei Conti Glopplero. (Sul termine uccellatore professionista o di mestiere, ci sarebbe da scrivere un intero volume. Anche perché questo mestiere ai giorni nostri non esiste più e il solo nome farebbe rabbrividire gli pseudo animalisti dei giorni nostri) Gran parte del suo lavoro consisteva nell’attività  di uccellagione, mantenimento dei numerosi uccelli da richiamo, (All’epoca non esisteva mangimi per loro) mantenere in perfetto ordine gli impianti di uccellagione. Il rimanente tempo era impiegato nella costruzione di muri a secco. Dagli ultimi anni del 800 ai primi del 900, ha trasformato il Colle Zanor, oggi, Lottizzazione Rubeis, in un modernissimo, per quei tempi, impianto di uccellagione. Sull’estremità  del colle, ove oggi sorge il serbatoio del C.A.F.C., vi aveva impiantato un Roccolo e più in basso, lungo tutti i fianchi del colle vi aveva impiantato una Tesa. Per chi non lo sapesse, nel roccolo, gli uccelli venivano catturati con le reti. Mentre nella tesa, gli uccelli venivano catturati tramite dei lacci fatti con crine di cavallo (il naylon non c’era ancora) o altro tipo di filo, opportunamente disposti tra i rami degli arbusti. Nel tempo per così dire, libero, ha costruito la muraglia o muretto a secco che, a tutt’oggi, cinge i bordi del colle ai lati della strada che porta a Mazzanins e lungo la strada (c’era una volta) che va al molino Zanor. Di seguito, ha impiantato una Bresana, ossia un impianto stabile di uccellagione a reti verticali, simile al roccolo, situata a qualche centinaio di metri a nord del castello di Moruzzo, poco più su dell’antenna militare, a ridosso del bosco. Detto impianto è rimasto attivo fino agli anni sessanta, dopodichè è stato estirpato. E’ altresì opera sua  la muraglia a secco che circonda la Rotonda. Sia lungo la strada della rotonda, la strada  della Frata e sul lato della strada dei Luncs. Praticamente ha fatto questi lavori per tutta la vita fino a pochi giorni dal suo decesso, avvenuto il 17.01.1919 alla bella età  (per quei tempi) di 78 anni.

Domenico Anzil, Meni Cechìn, Padre dello scrivente, anche lui figlio d’arte, fino a dieci anni la sua vita è trascorsa tra casa, scuola e molto tra gli impianti di uccellagione del padre. Come pochi di allora era riuscito a frequentare la quinta elementare. Interrotta a un mese dalla fine anno scolastico per “motivi di lavoro”. Era andato a fare il garzone (El Faméi) da un grosso contadino, che, in cambio dei suoi servigi, lavoro nella stalla e nei campi, gli dava da mangiare e a fine stagione, gli “regalava”un sacco di granoturco. A tredici anni, è partito a lavorare come garzone in una fornace di mattoni, in Ungheria e, così pure, l’anno successivo. A quindici anni, è andato a lavorare in Germania nella città  di Ulm che si trova nel Land di Baden Wùrttemberg, sempre come garzone in una fornace di mattoni. (Giova precisare che all’epoca, si andava a piedi, andata e ritorno, sia in Germania come in Ungheria. Solo a 20 anni è rientrato col treno che lo ha portato fino a Udine) Dai sedici anni ai venticinque, ha sempre lavorato in Germania con una grossa impresa edile, prima come manovale e poi come muratore. A ventisei anni si è sposato (il 04.04.1898) con Merlino Maria da Pagnacco. Già  residente a Moruzzo dall’anno precedente, è stato subito assunto dai conti Glopplero e aggregato al padre Luigi, nello svolgimento delle sue attività  di uccellatore e altri servigi. Nel 1904, tutta la famiglia si è trasferita in Borgo Calcina al civico nr.65, in quanto, l’abitazione di Borgo Muriacco, non era più sufficiente per la numerosa famiglia. La nuova abitazione era di proprietà  dei conti Manin Antonini, con i quali avevano concordato che l’affitto sarebbe stato pagato in cambio di prestazioni di manodopera. La famiglia era così composta: Luigi e la moglie Marianna, il figlio Domenico e la Moglie Maria. Nel 1919 è deceduto il padre Luigi e nel 1922 la moglie Marianna. Domenico, nel 1934 ha acquistato l’abitazione di Monticolo Vincenzo situata al nr.82 di Via Calcina , dove si è subito trasferito assieme alla moglie Maria. Con questo trasloco, si liberava anche dagli obblighi verso i Conti Manin Antonini. (La casa venne successivamente occupata dalla famiglia di Bravo Giuseppe e del figlio Antonio) La nuova casa  di Domenico Anzil, era un fabbricato bifamiliare risalente al 1611 quale abitazione del Gastaldo dei Conti Manin. Successivamente era stata modificata e trasformata in bi familiare. Lungo il lato ovest era occupata dalla famiglia di Gosparini Valentino e sul lato est, dalla famiglia di Anzil Domenico. (Vedere la foto su: Moruzzo e la sua Pieve di Primo Fabro pag. 76) Il 10.05.1935, Domenico Anzil rimane vedovo della moglie Maria Merlino, dalla quale non ha avuto figli. Il 22.09.1935, Domenico si risposa con Zucchiatti Isabella Gaetana (Lise), dalla quale il 12.04.1937 ha un figlio, Luigi Remigio. La nuova famiglia, specie nei primi anni,  conduce una vita abbastanza dignitosa. Domenico continua a fare l’uccellatore per i Conti Glopplero. La moglie Elisa lavora come tappezziera cucendo coperte imbottite o confezionando materassi per la gente, specie per quella di Villalta suo paese di origine. Poi l’età  avanzata di Domenico e i numerosi acciacchi dovuti a una vita logorata dal lavoro lo hanno portato al decesso il 08.03.1947. La vedova, Elisa, così veniva chiamata, anche lei con salute molto precaria, ha portato avanti la famiglia tra mille stenti e tante privazioni e una miseria indescrivibile. Dopo quasi sei mesi di Ospedale, è deceduta, nel nosocomio di S. Daniele del Friuli il 21.02.1950. Il figlio Luigi Remigio, meglio conosciuto come Gigi, è rimasto per alcuni mesi da solo a casa  e, visto la situazione???? Previo interessamento di una sua maestra, l’Amministrazione comunale, lo ha sistemato in una famiglia del paese fino al 02.10.1950 quando è stato accolto in un collegio di Udine dove vi rimase fino al giugno 1957. Di Domenico Anzil va ricordato che fu proprio lui l’ideatore, progettista e anche costruttore, assieme al suo amico Calligaro Carlo, poi proprietario,  della famosa bresana detta: Le bresane di Carli Buje. Impianto di uccellagione diventato famoso in tutta la zona collinare, per la sua indovinata posizione, proprio al centro della  principale linea di migrazione dell’avifauna, dove le abbondanti e variegate catture di uccelli erano motivo di grandi soddisfazioni e anche di seri controlli statistici e di studio del posso dei migratori. Nel 1987, l’attività  di accupio è stata vietata e l’impianto di uccellagione viene ugualmente curato e mantenuto in perfetto ordine, quale ricordo della storia delle arti popolari.

Anzil Luigi, Gigi (12/04/1937), coniugato il 07.02.1963, con Baldini Maria Teresa (28/06/1941) figlia di fu Angelo e Pecoraro Ottavia, residente a Moruzzo. Al’epoca del matrimonio, lui faceva camionista e lei la dolciaria. Il loro matrimonio venne allietato dalla nascita di due figli, Carlo  (11.07.1965) e Franco (27.11.1974). Nel corso degli anni, con mille peripezie si sono stabiliti in Via Centa 5 a Moruzzo, dove hanno costruito la loro abitazione e poi in seguito, quella dei figli. Ambedue, per motivi contingenti, hanno cambiato professione. Luigi, è diventato insegnate educatore e poi anche direttore scolastico. Mentre, Maria Teresa, lasciata l’industria dolciaria, ha intrapreso l’attività  di cuoca fino all’età  pensionabile, ottenendo anche in questa professione un lusinghiero successo.

Il primo figlio, Anzil Carlo (11/07/1965), di professione Carabiniere con il grado di Brigadiere, coniugato, il 09.04.1994, con Zampa Caryse (13.10.1964 ), genitori di Anzil Nicol (14.11.1997), studente, residenti a Moruzzo in Via Centa 5.

Il secondo figlio, Anzil Franco (27/11/1974), di professione camionista, convive con Chiarello Sandra (25.07.1977) ragioniera, amministratore d’azienda. Genitori di Anzil Cristian (07.01.2010), residenti a Moruzzo in Via Cent 5.

Zucchiatti Isabella (lise).
Anzil Luigi e Baldini Maria Teresa, sposi il 07/02/1963.
Anzil Domenico (Meni Cechìn) nel 1892 all’età  di 20 anni.
Anzil Domenico (Meni Cechìn) nel 1944 all’età  di 72 anni.

Paese e Borghi

Moruzzo - borghi: S. Ippolito, Calcina, Pegoraro Coranzano, Modotto, Monti, Muriacco,  Carbonaria, Tampognacco

Brazzacco (frazione) -  borghi:Colmalisio, S. Andrea, Nonesso

Santa Margherita  (frazione) - borghi: Telezae, Lavia

Alinicco (frazione)



Comunità  Collinare Fvg