L’aquila decapitata

MARCO DI MORUZZO (1421)

L’ultimo alfiere del Friuli patriarcale

Ultimo portabandiera dello Stato medievale friulano soggiogato dai Veneziani nel 1420, a Marco di Moruzzo toccò senza dubbio una sorte atroce.

Non accettando di sottomettersi al dominio della Serenissima, egli finì i suoi giorni nelle prigioni del castello di Udine, in cui morì forse per malattia non per questo fermando la giustizia veneta che lo perseguitò sino ad infierire sul suo cadavere, decapitato il 19 marzo 1421, a seguito di un processo-farsa conclusosi con una scontata sentenza di morte. Egli facilmente doveva essere, infatti, un simbolo e la sua fine doveva costituire un’azione dimostrativa compiuta a scopi intimidatori da un invasore da poco insediatosi sul territorio.

Marco apparteneva ad un eminente casato friulano, quello dei Signori d’Arcano, cui per tradizione spettava l’onore di portare in guerra la bandiera azzurra con l’aquila d’oro dei patriarchi-principi di Aquileia che dal 1077 governavano la regione.

Bandiera del Patriarcato del Friuli.
Stemma del casato degli Arcano, conservato.

Affresco conservato presso la Brunelde. Foto dello stemma di Gaetano Vinciguerra, tratto da "Le Tre Venezie" Anno VII, n. 3 - marzo 2000. Si ringrazia la famiglia conti d'Arcano Grattoni.

Lotte politiche intestine assurte a conflitto internazionale, causa l’evidente ruolo strategico del Friuli in Italia e in Europa, si saldarono, in quell’esordio del Quattrocento, anche ad una rete di faide private che certamente non videro esclusi il nobile Marco e la sua casata.

Egli in effetti si era imparentato con eminenti famiglie udinesi quali quella degli Arcoloniani la cui recente contrarietà  al predominio dei Savorgnan, notabili espulsi dal territorio e ricorsi a Venezia, aveva loro assicurato i beni requisiti a questi ultimi e radicalizzato conseguentemente la loro avversione ad un eventuale avvento in Friuli della Serenissima.

Appoggiando Casa Savorgnan, la Repubblica veneziana, infatti, poteva, una volta messo piede in regione, facilmente anche favorire interessi privati di partigiani e parenti di quella famiglia fra cui quegli stessi signori di Zucco ai quali da tempo il nobile Marco contendeva con ogni mezzo l’eredità  del castello di Moruzzo.

La località , scossa per anni da violente faide familiari e dalle lotte civili dell’epoca, nel 1419 fu occupata dai Veneziani. Marco doveva essere allora al seguito del patriarca Ludovico di Teck e partecipare forse alle ultime azioni di resistenza contro Venezia e i suoi alleati. La sua presenza come vessillifero accanto al principe aquileiese in tali frangenti è documentata da testimonianze del tempo. Dopo la capitolazione di Udine nel 1420 il nobile Marco probabilmente si sarà  ritirato nelle sue proprietà  in attesa di eventi, magari di quegli stessi rinforzi d’Oltralpe di cui allora tanto si vagheggiava.

La situazione precipitò quando egli fu incarcerato dai Veneziani che lo accusavano di connivenza con malfattori e nemici politici della Serenissima.

Non ebbe scampo.

Rinchiuso nelle buie carceri del castello di Udine, il 13 marzo 1421 il nobile Marco fece testamento dichiarando anche la sua volontà  di essere sepolto accanto ai suoi avi nella chiesa di San Tommaso in quel di Moruzzo.

Il 19 seguente l’ultimo alfiere dei patriarchi-principi di Aquileia fu decapitato.

La sua vicenda, pur già  ricordata da certa storiografia ottocentesca, destò, sullo scorcio del Novecento, un’attenzione particolare presso taluni studiosi locali e segnatamente presso quel Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” che le dedicò eventi culturali di vario segno nella cornice di un’iniziativa intitolata “Erois par un popul”, tesa a riscoprire e a valorizzare significative figure storiche e leggendarie della piccola patria regionale friulana.

Ebbe così avvio, nel 1997, anche il costume di commemorare popolarmente quel personaggio, ogni anno il 19 marzo, con deposizioni floreali presso le inferriate delle prigioni del castello di Udine, in omaggio ai martiri dell’antica nazione friulana e a tutte le vittime dell’ ingiustizia e dell’oppressione in ogni epoca e latitudine.  

Dott. Alberto Travain - Udine  

Riferimenti bibliografici:

Vincenzo Joppi, Il castello di Moruzzo ed i suoi Signori, Udine 1895; Albert Travain di Udin, Un eroi de patrie furlane: Marc di Moruč, l’ultin puartebandiere, in “Stele di Nadâl” (1993), 194; Atti inediti del convegno “Erois par un popul: Marc di Muruà§, eroi natsionâl furlan”, Moruzzo, 19 marzo - 2 aprile 1995, Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”.

Paese e Borghi

Moruzzo - borghi: S. Ippolito, Calcina, Pegoraro Coranzano, Modotto, Monti, Muriacco,  Carbonaria, Tampognacco

Brazzacco (frazione) -  borghi:Colmalisio, S. Andrea, Nonesso

Santa Margherita  (frazione) - borghi: Telezae, Lavia

Alinicco (frazione)



Comunità  Collinare Fvg